a cura di Angelo Capasso
3 aprile – 23 maggio 2009
La Galleria Maria Grazia Del Prete ospiterà nei suoi spazi la mostra Angelus Novus di Satoshi Hirose, a cura di Angelo Capasso. Il titolo della mostra fa riferimento all’acquarello di Paul Klee del 1920, appartenuto per alcuni anni a Walter Benjamin che vide nella figura del dipinto “l’angelo della storia”: “Il suo volto è rovesciato verso il passato. Dove percepiamo una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe che continua a sovrapporre relitti su relitti”. Satoshi Hirose reinterpreta l’opera del famoso pittore tedesco attraverso la chiave interpretativa di Benjamin e propone una “diversa lettura della storia, intesa non attraverso una catena di eventi, ma con lo sguardo fenomenologico sulla Natura attraversata dalla Cultura” (Angelo Capasso).
Lo stesso artista afferma come il titolo vuole mettere in luce l’idea degli angeli: “esseri effimeri e capaci di spostarsi con facilità, vivendo in uno spazio sospeso tra il cielo e la terra. Compaiono ammantandosi con il velo della fugacità e, quando finiscono di cantare gli inni di lode al cospetto di Dio, negano la propria esistenza fino a dissolversi nel vuoto. È lì, nella percezione del mondo fluttuante e nell’attualità di un istante, che è possibile percepire la metamorfosi di tutto il creato”.
Satoshi Hirose propone un’installazione fatta di elementi naturali trasmutati dall’arte in oggetti per la visione. Il suo lavoro è molto vario. Si articola in fotografia, pittura, installazione. In mostra presenterà un’installazione in cui tutti i suoi media di riferimento, s’intrecciano in un lavoro unico. L’artista attraverso le opere esposte vuole instaurare un dialogo tra la cultura italiana e quella giapponese, portando avanti una visione fluida dell’universo, in cui le differenze coesistono e si mescolano fino a compenetrarsi le une nelle altre. Questa concezione della natura non sorretta da logiche strutture razionali, pone l’arte come spazio astratto privilegiato in cui muoversi liberamente, dove il mix di elementi e culture è permesso.
Hirose presenterà tre sculture: Beans Cosmos, realizzata in resina acrilica trasparente contenente elementi poveri come i fagioli che si mescolano alla ricchezza di pepitine di oro e al mistero di palline di carta geografica accartocciata. Pozzo del mondo è una pietra nera ovale in cui la superficie incisa di circa tre millimetri è ricoperta d’acqua, nel liquido sono posti dei legumi e dell’oro. Hermaphrodilos fiori artificiali e bambù si avvitano a spirale tendendo perpendicolarmente verso l’alto. Troviamo esposti anche un dipinto: Untitled (Cosmologia dei legumi) e una fotografia Alagna 1998.
In Untitled dieci tipi di legumi e cera sono assemblati insieme ricordando lo spazio universale, mentre Alagna 1998 fa parte di una serie di fotografie di cieli che l’artista ha iniziato a scattare nel 1991 durante i suoi viaggi in differenti parti del mondo. Il fascino del cielo ritratto trova compimento nelle sue molteplici variazioni di forma in uno spazio privo di limiti, in un’immagine fluida che continua a spostarsi senza sosta.
